khoya
anche kho
⟨'koja⟩ ◆ appellativo invar.
Fratello, come richiamo tra amici: apre spesso la frase, chiama chi ascolta, non lo descrive. Dall'arabo maghrebino khūya, «mio fratello» (radice akh, fratello, con possessivo di prima persona). Circola anche nella forma accorciata kho, più secca e più frequente nel gergo giovanile francese, da cui in parte passa; khoya suona un po' più piena, kho più da richiamo immediato. Arriva in italiano per contatto diretto nelle comunità arabofone e, per via francofona, dove quel contatto passa dal Maghreb francese.
Esempi
«Kho, mi passi la palla o la tieni?»
«Khoya, aspetta, vengo con te.»
«Lascia stare kho, non vale la pena.»