• andare in cascetta

    anche cascettare, cascetta

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    Tipica espressione abruzzese, più nello specifico pescarese, interpretabile e traducibile come “presa male”. “Andare in cascetta” per qualcosa sta ad indicare lo stizzirsi, l’indispettirsi, il contrariarsi per un qualcosa non riuscito, andato male. Diverse le attribuzioni di origine dell’espressione. “Cascetta” in dialetto abruzzese sta per “cassetta”. Andare dunque “in cassetta” potrebbe significare l’occupare il posto a fianco al cocchiere, di quando c’erano le carrozze. Sedersi pertanto fuori, esposti alle intemperie, con relativo disappunto. Più diffusa l’attribuzione di significato relativa ad una cattiva abitudine del pescatore truffaldino, che vendendo una “cascetta” di pesce, mette sopra in bella vista il pesce fresco e sotto quello più malandato. Da qui dunque lo stizzirsi e l’adirarsi al momento della scoperta della truffa… andando “in cascetta”.

    Cfr. cascettare, cascetta

    Esempi

    • Andare in cascetta perché per impegni di lavoro improvvisi salta il fine settimana programmato da tempo.

    • Andare in cascetta per un febbrone pazzesco che costringe a casa, senza poter andare a un festone.

    • Cascettare perché la prof ti interroga a sorpresa e rovina la media.

  • andare in cascetta

    anche cascettare, cascetta

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    Provare una sensazione di urto o un risentimento di sdégno a causa di qualche avvenimento.

    È una tipica affermazione abruzzese che descrive lo stato d'animo di una o più persone e viene usata di solito come offesa o come strumento linguistico di derisione contro persone permalose oppure come constatazione di un fatto accaduto.

    Esempi

    • Giacomo ha perso ad un gioco al PC che ha spento borbottando perché è andato in cascetta.

    • Non ti si può dire niente che subito vai in cascetta.

    • Sono andati in cascetta perché la loro squadra preferita ha perso la partita.

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